Patrimonio
Benvenuti a Matulji, l'entroterra verde-azzurro della Riviera di Opatija, storico crocevia di strade e luogo di ristoro del turismo moderno. In passato, qui le mlekarice percorrevano sentieri secolari, gli zvončari scacciavano l'inverno annunciando la primavera e illustri viaggiatori giungevano in treno diretti alla Riviera di Opatija.
Oggi, gli zvončari continuano il loro giro rituale mentre il passato si intreccia con una nuova era in cui Matulji è una destinazione sempre più ambita per fuggire dalla quotidianità e dai ritmi frenetici, offrendo eccellenti strutture ricettive per il relax.
Presso la stazione ferroviaria di Matulji — uno degli edifici più suggestivi di questo genere in queste zone — potrete rivivere l'atmosfera dei primi viaggi turistici verso la Riviera, per poi concedervi un'ottima marenda in uno dei locali della zona.
Visitate tutti i borghi del comune, godetevi i panorami, respirate l'atmosfera dei tempi passati e assaggiate le specialità della cucina locale. Ripercorrete i sentieri delle mlekarice, scoprite i percorsi della sfilata tradizionale degli zvončari e, durante il carnevale, non perdete la rassegna degli scampanatori nel centro del paese.
Unitevi a noi nei tour tematici a piedi e in bicicletta che vi sveleranno la storia di questo territorio, non perdetevi i concerti e gli spettacoli teatrali nell'anfiteatro di Matulji e, in inverno, vivete la magia dell'Avvento e del Natale con un ricco programma di eventi.
Patrimonio culturale
Il territorio del comune di Matulji, in un arco di tempo relativamente breve, è appartenuto non solo a diverse amministrazioni comunali, ma anche a vari Stati. Lo sviluppo territoriale ha seguito il corso degli eventi storici e sociali; per questo motivo, oggi parte della documentazione d'archivio si trova in Austria, Slovenia, Italia e Croazia.
Nel periodo tra le due guerre mondiali, in seguito al Trattato di Rapallo del 1920, il territorio del comune di Castua (Kastav) fu spartito tra il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, lo Stato Libero di Fiume e il Regno d'Italia. La località di Matulji e i villaggi circostanti furono annessi al Regno d'Italia e nel 1921 costituirono il Comune di Matulji. Nel resto del territorio vennero formati i comuni di Castelnuovo d'Istria (Podgrad — che comprendeva Mune Grande, Mune Piccola e Seiane) e Elsane (Jelšane — comprensivo di Ruppa, Lippa, Sappiane, Passiacco e Berze). Il primo documento ufficiale registrato dal comune di Matulji risale al 27 luglio 1921.
La popolazione di Matulji è cresciuta costantemente dal 1880 a oggi, con l'unica eccezione del 1921, anno in cui si registrò un calo demografico. Questo incremento storico è strettamente legato alla costruzione della linea ferroviaria.
Nel 1857, la società austriaca delle Ferrovie Meridionali (Südbahn) realizzò la tratta Vienna–Trieste, per poi costruire nel 1873 la diramazione San Pietro del Carso (Pivka)–Fiume, sulla quale Matulji divenne la stazione ferroviaria di riferimento per Abbazia (Opatija). Altre stazioni furono istituite a Sappiane, Giordani e Ruccavazzo.Con lo sviluppo di Abbazia come stazione climatica e curativa, Matulji divenne nel 1908 anche il capolinea della linea tranviaria Matulji–Abbazia–Lovrana. La Prima Guerra Mondiale interruppe l'ascesa di Abbazia, portando a un periodo di stagnazione che colpì anche Matulji. Con il passaggio al Regno d'Italia, l'area divenne una zona periferica, entrando in competizione con le località balneari italiane; fu proprio questa nuova dinamica geopolitica a causare il calo demografico rilevato a Matulji nel 1921.
Dialetto
Nell’area del comune di Matulji si parla il dialetto ciacavo. La sintassi del vernacolo locale di Matulji e dintorni differisce dalla sintassi della lingua croata letteraria contemporanea. Le descrizioni sintattiche più autorevoli del parlato locale indicano invariabilmente la posizione dell'enclitica (l'ordine delle parole) come una particolarità estremamente distintiva del dialetto ciacavo rispetto alla lingua standard.
Il fulcro della struttura della frase è il predicato, componente sintattica fondamentale di ogni proposizione. Esso è espresso il più delle volte da un verbo: ad esempio, "Čuvajte se mladega vina!" (Guardatevi dal vino novello!). Oltre al predicato verbale, il parlato di Matulji contempla anche il predicato nominale, composto dal verbo essere e da una parte nominale al nominativo o, più raramente, in un altro caso, come nell'esempio: "Naša općina je jedan od organizatori" (Il nostro comune è uno degli organizzatori).
– travinjat – Ammalarsi improvvissamente
– škanj – Panchina in legno
– zmantrat se – Affaticarsi
– škanj – Panchina in legno
– zmantrat se – Affaticarsi
– žulit – Lavare il pavimento con uno straccio
– snažit – Riordinare
– savrat – Precipitarsi
– tapast – Persona maldestra
– snažit – Riordinare
– savrat – Precipitarsi
– tapast – Persona maldestra
Il patrimonio architettonico
Il patrimonio architettonico etnografico è estremamente ricco. Oltre a singoli edifici e monumenti, vi sono interi villaggi che hanno conservato l'organizzazione tradizionale dello spazio, come ad esempio Kućeli, Zaluki e Vele Mune.
Frazioni e villaggi iscritti nel registro dei monumenti culturali come complessi rurali:
- "Andrejići", frazione di Ruccavazzo (Rukavac): iscritta nel registro dei monumenti culturali come entità rurale. La frazione comprende abitazioni con vari stili architettonici, fino alle costruzioni rustiche più semplici. L'edificazione in pietra mostra tracce evidenti dell'abilità degli scalpellini. Nella frazione è presente anche la "tornica" (tipico focolare sporgente).
- Veli Brgud : l'intero villaggio è protetto e registrato. Per la sua collocazione paesaggistica, per il nome stesso e per l'organizzazione interna dello spazio, Veli Brgud documenta un insediamento pastorale medievale strettamente legato ai pascoli e al bosco, orientatosi solo successivamente all'agricoltura e alla viticoltura. Le forme architettoniche degli edifici rurali, presenti in numero considerevole, hanno mantenuto l'antica struttura in pietra con coperture in materiale vegetale e il caratteristico frontone rialzato.
- Il villaggio di Lipa : registrato come complesso unitario, non in seguito a una valutazione etnologica, bensì come luogo segnato da un atto di terrorismo fascista.
Munski govori (I parlati delle Mune)
Con il termine "parlati delle Mune" si definisce il gruppo più occidentale dei parlati icavo-ecavi del dialetto ciacavo. Nel territorio del Comune di Matulji, oltre ai parlati di Mune Grande (Vele Mune) e Mune Piccola (Male Mune), appartengono a questo gruppo anche le parlate di Bergozza Grande e Piccola (Veli i Mali Brgud), Passiacco (Pasjak) e Sappiane (Šapjane).
Le caratteristiche comuni di questi parlati includono la riflessione icavo-ecava della "jat" (es. misit testo e belo mliko) e la comparsa della consonante "v" al posto della "l" sillabica finale (biv, delav, kopav; kabav). Nei parlati delle Mune è attestato l'accento arcaico – il cosiddetto "acuto ciacavo" – che si manifesta anche sull'ultima sillaba (es. pũt, grĩh; Gen. sing. ženẽ, sestrẽ; presente gorĩ, rečẽ).
Žejanski jezik (La lingua zeianese)
La lingua zeianese (žejånska limba) prende il nome dalla località di Žejane, situata nel nord-ovest del Comune di Matulji. È parlata da circa trenta residenti di mezza età e anziani. Lo zeianese è una variante della lingua nota in letteratura con il termine tecnico di "istrorumeno" (codice ISO 639-3 RUO). L'altra variante, la lingua vlassa (vlaški jezik), è parlata a Šušnjevica e dintorni.
Le lingue zeianese e vlassa sono incluse nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale della Repubblica di Croazia.
L'abbigliamento tradizionale femminile
Il costume tradizionale femminile di Mune e Žejane è l'unico tipo di abbigliamento tipico nel territorio di Matulji che si è conservato in continuità fino ai giorni nostri. Sebbene dall'inizio del XX secolo sia stato gradualmente abbandonato come abito quotidiano, fino alla Seconda Guerra Mondiale la maggior parte delle donne di queste località lo indossava per recarsi a messa, specialmente durante le festività religiose.
Per caratteristiche, questo abito è identico a quello della Cicceria (Ćićarija), ma si distingue per il caratteristico fazzoletto da testa rosso (facov in dialetto munski / faco in zeianese) e per le decorazioni in pizzo sul grembiule (firtuh) dal ricco colorito. Altri elementi includono la camicia composta da due parti (opleće e kotula), la sopravveste in tela (vrhnja), l'abito in cotone nero (kamižot / počrnjenka), la fascia di lana tessuta (pas / kånica), una cintura più sottile (cota) e le calze (hlače / bičvile). Oggi questi abiti possono essere ammirati durante le sfilate dei campanari (Zvončari) o nelle esibizioni del gruppo folcloristico di Žejane.
L'origine del nome Matulji
La località di Matulji appare nelle fonti storiche scritte a metà del XVII secolo, preceduta dal cognome familiare Matulja (originariamente registrato come Matuglia). Il plurale della famiglia Matulja diede al piccolo borgo ai piedi della località di Ferlania (Frlanija) il nome Matulje, registrato nei documenti ufficiali all'inizio del XIX secolo nella forma attuale: Matulji. Come per Matulji, nelle fonti storiche incontriamo altri cognomi (Brajan, Frlan, Pobar, Slavić...) che hanno dato il nome a molti villaggi e frazioni del territorio di Castua (Kastavština).
Il Comune di Matulji
Il Comune di Matulji, come unità di autogoverno locale, è stato costituito il 10 aprile 1993; in precedenza, il territorio faceva parte del Comune di Abbazia (Opatija). Lo stemma triangolare è diviso in tre campi blu, ciascuno contenente una campana dorata, poiché il Comune di Matulji è celebre per i suoi Zvončari (campanari), dei quali esistono ben 9 gruppi.




